Perché i gatti impastano con le zampe? Il comportamento spiegato dagli esperti

C’è un momento, con un gatto, che sembra quasi un piccolo rito domestico: lui sale sul divano, ti guarda mezzo addormentato, poi inizia quel movimento ritmico con le zampe anteriori, avanti e indietro, come se stesse lavorando un impasto invisibile. E tu resti lì a chiederti, “Ma perché lo fa proprio adesso, proprio su di me?”

Un gesto che arriva dalla cucciolaia

La spiegazione più solida, e anche la più tenera, parte da lontano: dall’infanzia. Quando sono gattini, premono con le zampine sul ventre della madre per stimolare il flusso di latte. È un comportamento istintivo legato a nutrimento, calore e sicurezza.

Quell’azione semplice diventa, nel loro cervello, una specie di “ancora emotiva”: un ricordo corporeo, automatico, che dice “qui sto bene”. Ecco perché molti esperti di comportamento felino lo interpretano come un riflesso che resta attivo anche da adulti, soprattutto nei momenti di relax.

“Danza del latte” e benessere: perché lo fanno da adulti

In età adulta questo gesto viene chiamato in tanti modi, danza del latte, fare la pasta, fare il pane. Al di là del nome, il significato è spesso lo stesso: comfort.

Di solito lo vedi comparire quando:

  • il gatto è su una superficie morbida (plaid, cuscini, letto)
  • fa le fusa o ha lo sguardo “spento” da sonnellino
  • cerca una posizione perfetta prima di acciambellarsi
  • si sente al riparo, come se avesse abbassato la guardia

È come se, per qualche minuto, tornasse in una bolla di serenità. Non è un caso che alcuni gatti impastino più spesso quando c’è silenzio, luci basse, routine stabile.

Affetto, fiducia e un tocco di “questa cosa è mia”

Quando il gatto impasta su di te, sulla tua coperta preferita o su un cuscino dove ti siedi sempre, non sta solo dicendo “mi rilasso”. Sta anche comunicando fiducia. In pratica, ti sta includendo nella sua zona sicura.

C’è poi un dettaglio che spesso sfugge: nelle zampe ci sono ghiandole che rilasciano tracce odorose, quindi impastare può anche servire a marcare delicatamente con i propri feromoni. Non è una “proprietà” aggressiva, è più una firma tranquilla, come a dire: “Qui mi sento a casa”.

Se ti sceglie come “pasta da lavorare”, è un segnale forte: per lui sei un riferimento affidabile, qualcuno con cui può abbassare le difese.

Perché tirano fuori gli artigli (e perché non è aggressività)

Capita spesso: mentre impasta, il gatto estende parzialmente gli artigli. Il movimento alternato, in media ogni uno o due secondi per zampa, è un riflesso naturale e può includere questa “apertura” delle unghie, soprattutto se la superficie è soffice e offre resistenza.

La cosa importante da ricordare è che non c’entra l’aggressività. Se il corpo è rilassato, le orecchie sono neutre e magari arrivano le fusa, il messaggio è esattamente l’opposto: “Sto benissimo”.

Come gestirlo senza rovinare il momento

Se ti fa male, puoi proteggerti senza interrompere quell’attimo di fiducia:

  • metti una coperta spessa sulle gambe prima che salga
  • proponi un cuscino o una copertina “dedicata” accanto a te
  • tieni le unghie curate con un taglio regolare (se sai farlo in sicurezza)
  • offri un tiragraffi vicino ai luoghi dove impasta spesso

L’obiettivo è non punire il comportamento, perché per lui è una valvola emotiva positiva.

Altri motivi, più rari ma possibili

Nel grande numero dei casi, impastare è un comportamento emotivo legato al benessere. Però, più raramente, può comparire anche in situazioni diverse:

  • eccitazione (specie in gatti non sterilizzati)
  • bisogno di auto-calmarsi in un momento di stress
  • abitudine rinforzata nel tempo, perché quel gesto “funziona” per sentirsi meglio

Quando preoccuparsi? Quasi mai. L’unico rischio concreto è che le unghie si impiglino in tessuti a trama larga, causando fastidio o piccole lesioni. In quel caso, meglio scegliere superfici più sicure.

Alla fine, la risposta è sorprendentemente semplice: il tuo gatto impasta perché sta tornando, con il corpo, nel posto dove tutto era facile, caldo e protetto. E se quel posto sei tu, è un complimento enorme.

Redazione Radioamatori News

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