C’è un momento in cui lo capisci al primo colpo d’occhio: quel riflesso “spento” sul pavimento, una striatura che non c’era, oppure una piccola ondulazione vicino a una fuga. E spesso non è colpa del tempo, ma di un gesto fatto in buona fede, igienizzare con il prodotto sbagliato.
Il punto chiave: il legno non si tratta come le piastrelle
Il legno è vivo, assorbe, si dilata, reagisce all’umidità e ai chimici. Un parquet non è solo “un pavimento bello”, è una superficie protetta da una finitura (vernice o olio) che va rispettata. Se la protezione si indebolisce, il risultato non è solo estetico: si accorcia la vita del pavimento.
I prodotti da evitare (anche se sembrano “super igienizzanti”)
Quando si parla di pulizia, la tentazione è usare ciò che “disinfetta di più”. Sul legno, però, l’aggressività si paga.
Ecco cosa evitare e cosa può succedere:
- Candeggina: può causare scolorimenti, opacizzazione e indebolimento dello strato protettivo. Inoltre, se penetra nelle microfessure, può lasciare aloni difficili da recuperare.
- Ammoniaca: è potente, sì, ma tende a “mangiare” la finitura e a lasciare la superficie più vulnerabile a macchie e graffi.
- Acetone: può sciogliere o rovinare alcune vernici e lasciare zone disomogenee. Ottimo per altri usi, pessimo sul legno.
- Alcol puro (non diluito): sul parquet oliato può seccare la superficie e favorire micro crepe; sul verniciato può opacizzare se usato in modo ripetuto e concentrato.
- Acqua in eccesso e ristagni: è il nemico più “silenzioso”. Troppa umidità può far rigonfiare le tavole, creare bordi sollevati e, a lungo andare, compromettere l’incollaggio.
Se vuoi una regola semplice da ricordare: se un prodotto “puzza di chimico forte” o asciuga troppo in fretta lasciando il legno tirato, probabilmente non è il suo posto.
Come igienizzare in sicurezza, senza ansia e senza danni
L’igiene non richiede aggressività, richiede metodo. Ti lascio una routine pratica, pensata per pochi minuti, ma fatta bene.
1) Prima togli ciò che graffia
La vera abrasione quotidiana è la polvere con granelli e sabbia.
- Usa aspirapolvere con setole morbide o spazzola parquet.
- In alternativa, panno elettrostatico o microfibra asciutta.
- Evita spazzole dure e accessori rigidi, perché i micrograffi, alla lunga, fanno perdere lucentezza.
2) Prepara una soluzione “gentile”
La scelta migliore resta un detergente neutro specifico per parquet, con pH neutro.
Alternative “furbe” quando serve un tocco igienizzante (senza esagerare):
- Alcol etilico diluito solo per parquet verniciato, ad esempio circa 30 ml in 3 litri d’acqua.
- Un goccio di succo di limone diluito, più per rinfrescare che per disinfettare in senso stretto.
Qui il segreto è uno: meglio poco prodotto, ma giusto.
3) Panno ben strizzato, mai pavimento bagnato
Inumidisci un panno in microfibra, poi strizzalo fino a farlo diventare solo umido. Passa seguendo la venatura del legno.
Due dettagli che cambiano tutto:
- Non spruzzare il detergente direttamente sul pavimento.
- Non “insistere” con passate bagnate ripetute, soprattutto nelle giunzioni.
4) Asciuga subito e fai respirare la stanza
Ripassa con un panno asciutto e arieggia. È un gesto semplice, ma evita quel film di umidità che il legno assorbe senza chiedere permesso.
Verniciato o oliato: la differenza che salva la finitura
Non tutti i parquet reagiscono allo stesso modo. Se non sei sicuro del tipo, meglio partire sempre dal più delicato possibile.
| Tipo di finitura | Cosa tollera meglio | Cosa evitare con più attenzione |
|---|---|---|
| Verniciato | Detergente neutro, alcol molto diluito occasionalmente | Solventi, ammoniaca, ristagni |
| Oliato | Prodotti specifici nutrienti, pulizia umida minima | Alcol, sgrassatori forti, acqua in eccesso |
Frequenza consigliata (realistica)
- Ogni giorno: rimozione polvere rapida.
- Una volta a settimana: lavaggio leggero con detergente neutro.
- Macchie: intervento mirato con smacchiatore specifico (niente rimedi “estremi”), poi asciugatura immediata.
Alla fine, l’igienizzazione del parquet è un equilibrio: pulito sì, ma con rispetto. E quando lo trovi lucido, uniforme e “caldo” sotto i piedi, capisci che la delicatezza, qui, è la scelta più efficace.

