Ti è mai capitato di cercare “quel posto” che non sembra vero, ma che in Italia esiste davvero, nascosto tra strade secondarie, boschi e paesi che non fanno rumore? A me succede spesso. E ogni volta che lo trovo, mi resta addosso una sensazione precisa: come se avessi scoperchiato un segreto.
L’Orrido di Bellano, il colpo di scena sul Lago di Como
In Lombardia, a due passi dal Lago di Como, c’è l’Orrido di Bellano. E già il nome promette bene. Non è un semplice sentiero, è una gola profonda scavata dal torrente Pioverna, una ferita spettacolare nella roccia, con pareti imponenti che sembrano chiudersi sopra la testa.
La magia, qui, è tutta nel movimento: cascate sinuose, spruzzi improvvisi, luce che filtra a strisce. Cammini su passerelle sospese e per qualche minuto ti dimentichi completamente del resto, del telefono, del rumore mentale. È un percorso immersivo, breve ma intensissimo, perfetto se vuoi sentirti dentro la natura, non solo davanti a un panorama.
Da sapere prima di andare
- Porta una giacca leggera impermeabile, l’umidità è parte dell’esperienza.
- Scarpe con buona suola, le passerelle sono sicure ma l’ambiente è bagnato.
- Se puoi, vai al mattino presto, l’atmosfera è ancora più “selvaggia”.
Cinque gemme nascoste che sembrano fuori dall’Italia (e invece no)
Non è l’unico luogo che ti fa spalancare gli occhi. Ci sono angoli poco visitati che hanno la stessa potenza narrativa, come se ogni roccia avesse una storia.
Lago di Tovel, il “lago rosso” che non smette di affascinare
In Trentino-Alto Adige, il Lago di Tovel è famoso per il fenomeno dell’arrossamento delle acque, oggi raro, che gli ha regalato il soprannome di “lago rosso”. Anche senza quel colore, però, resta un posto magnetico: un sentiero ad anello facilissimo ti porta intorno allo specchio d’acqua con viste sulle Dolomiti. E sì, è una zona dove vive l’orso bruno, il che aggiunge quel brivido rispettoso, da vivere con attenzione e discrezione.
Gole dell’Alcantara, il canyon di lava in Sicilia
In Sicilia trovi un canyon che sembra scolpito con una precisione impossibile: le Gole dell’Alcantara, pareti di basalto alte fino a 25 metri e strette in alcuni punti fino a 2 metri. È un paesaggio nato dall’incontro tra fiume e magma, modellato in circa 300.000 anni, un piccolo manuale di geologia a cielo aperto, dove l’acqua fa ancora da regista.
Lame Rosse, il rosso che non ti aspetti nelle Marche
Le Lame Rosse sono un canyon naturale di pinnacoli rossi, scolpiti da vento e pioggia, che sembra uscito da un film. Si raggiungono con circa un’ora di cammino dalla diga del lago, in un’escursione che è già parte della ricompensa. Quando arrivi, ti viene spontaneo abbassare la voce.
Vallone dei Mulini, la giungla che ha inghiottito la storia
Sulla costiera sorrentina c’è un luogo che pare una scena post-apocalittica, ma dolcissima: il Vallone dei Mulini. Negli anni ’40, alcuni edifici e mulini sono stati abbandonati e la vegetazione ha fatto il resto, creando una giungla selvaggia che avvolge tutto. Non è solo bello, è struggente, perché ti fa vedere come il tempo riprenda ciò che è suo.
Bosco Rocconi, la Maremma più aspra
Se ami i posti ruvidi, meno “da cartolina” e più veri, il Bosco Rocconi in Maremma ti regala un’idea di canyon, pietra, acqua e silenzio. È una Toscana diversa, più segreta, ottima per camminare e respirare senza fretta.
Borghi e panorami: la parte umana del viaggio
Questi luoghi funzionano ancora meglio se li abbini a un borgo vicino, perché dopo la natura ti serve un caffè in piazza, un belvedere, una storia raccontata a mezza voce.
- Cingoli, il “balcone delle Marche”, per panorami che sembrano infiniti.
- Sant’Agata de’ Goti, sospesa sul tufo, con un impatto visivo immediato.
- Civita di Bagnoregio e la Valle dei Calanchi, dove il paesaggio sembra vivo, fragile, in continuo cambiamento.
Perché valgono davvero il viaggio (anche se sono “scomodi”)
Il punto è questo: lontano dal turismo di massa, ritrovi l’essenza del viaggio. Ti muovi a piedi, in bici o in camper, e ogni deviazione diventa un racconto. L’Orrido di Bellano, in particolare, è il perfetto inizio: facile da raggiungere, sorprendente, e capace di farti venire voglia di cercare il prossimo angolo d’Italia che pochi visitano, ma che ti resta dentro.



